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Lo spartito della vita (Sterben)

Redazione 14 Agosto 2025
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Lo spartito della vita è l’adattamento italiano del film tedesco Sterben, diretto da Matthias Glasner. Si tratta di un lungometraggio drammatico del 2024 con una durata di 180 minuti. Nel cast figurano nomi come Lars Eidinger, Saskia Rosendahl, Ronald Zehrfeld, Corinna Harfouch e Tom Böttcher. Il film è distribuito in Italia da Satine Film e uscirà nelle sale l’11 settembre 2025.

Sul piano stilistico Sterben mescola sapientemente dramma e commedia, alternando momenti di humour ad altri di severa austerità; il grottesco convive con il sublime in una tessitura narrativa ricca e stratificata. La pellicola ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui una candidatura alla Berlinale e una agli European Film Awards, mentre la sceneggiatura ha ricevuto un premio di rilievo alla rassegna berlinese.

La vicenda ruota attorno alla famiglia Lunies. Lissy si trova a gestire un marito colpito da demenza senile, mentre lei stessa convive con problemi di salute rilevanti. Il figlio, Tom, dirige un’orchestra giovanile e si impegna nella revisione di una partitura scritta da un amico insoddisfatto del risultato. Nel frattempo la sua ex compagna affronta la maternità, senza che Tom sia il padre biologico, e la sorella Ellie, assistente odontoiatrica, lotta con una dipendenza dall’alcol.

La sceneggiatura è ispirata a esperienze personali del regista: la perdita in successione dei genitori di Glasner ha generato le riflessioni che alimentano il film. Il racconto è strutturato in capitoli di lunghezza variabile, una scelta formale che serve a scandire i punti di vista dei personaggi e a restituire il senso frammentato di una famiglia che fatica a comunicare. La credibilità dei caratteri sostiene la lunga durata del film.

Non mancano però osservazioni critiche: alcuni passaggi risultano meno convincenti, come la scelta di collocare un evento rilevante proprio durante il periodo di Natale, che a tratti appare retorico. Altre sequenze, come l’improvvisa manifestazione di un disturbo fisico particolarmente sfigurante, possono sembrare superflue, e l’epilogo lascia spazio a qualche perplessità. Infine l’apertura in formato verticale di un telefonino polarizza il tono estetico, suscitando opinioni contrastanti.

Il titolo italiano, Lo spartito della vita, edulcora il termine originale: Sterben, che in tedesco significa semplicemente “Morire”. La scelta distributiva punta su un’immagine meno radicale, legando la storia all’idea di una partitura che si riscrive. Nel film si avverte anche un richiamo non dichiarato alla massima di John Lennon — “La vita è quello che ti succede mentre sei occupato a fare altri progetti” — che cattura l’imprevisto e l’ordinarietà degli eventi familiari.

Glasner osserva la famiglia da più angolazioni, mettendo in luce come una famiglia disfunzionale tramandi le proprie ferite ai figli. Le dinamiche personali generano conseguenze che si propagano nel tempo: ogni capitolo racconta un tassello di questa eredità emotiva. Il pretesto del concerto in allestimento dà senso al titolo italiano, suggerendo che esistono sempre nuove riscritture di una vita, proprio come si rivede una partitura prima della prima.

 

Dal punto di vista delle performance, la prova del cast contribuisce in modo decisivo alla tenuta drammatica: interpreti come Lars Eidinger e Corinna Harfouch donano spessore ai loro ruoli, rendendo credibili scelte e contraddizioni. Pur con qualche cedimento narrativo, la pellicola trova nel lavoro corale degli attori la forza necessaria a sostenere le tre ore di visione. Il film ha ottenuto una valutazione di 3,5 stelle basata su 3 recensioni, dato aggiornato a luglio 2025.

In conclusione, Sterben — o meglio Lo spartito della vita in Italia — è l’opera più personale di Matthias Glasner, capace di alternare momenti di grande intensità emotiva a scelte stilistiche discusse. La sua candidatura alla Berlinale e il premio per la migliore sceneggiatura ne sottolineano il valore. È un film da vedere per chi cerca un racconto familiare impegnato, disponibile nelle sale per chi desideri approfondire temi come la perdita, la cura e la rielaborazione della propria storia.

 

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