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Netflix cancella definitivamente l’uscita del biopic di Michael Hoffman su Gore Vidal con Kevin Spacey

Redazione 25 Giugno 2025
Italian Global Series Festival 2025 - Day 3 - Opening Gala

RICCIONE, ITALY - JUNE 23: Kevin Spacey speaks on the stage during the Italian Global Series Festival 2025 at Teatro Galli on June 23, 2025 in Rimini, Italy. (Photo by Daniele Venturelli/Getty Images for ITALIAN GLOBAL SERIES FESTIVAL)

Netflix ha deciso di annullare l’uscita del tanto atteso biopic diretto da Michael Hoffman sullo scrittore e drammaturgo statunitense Gore Vidal, con protagonista Kevin Spacey. Un progetto che sembrava segnato da una lunga odissea, culminata ora in una decisione definitiva che delude non solo i fan dell’attore ma anche coloro che attendevano di vedere la pellicola sullo schermo. La motivazione ufficiale dietro questa scelta riguarda questioni fiscali, che hanno pesantemente influito sulla sorte del film.

Già nel mese precedente alcune fonti indipendenti avevano ipotizzato che Netflix fosse riluttante a distribuire il film, ma a confermare questa previsione è stato oggi il credibile sito IndieWire. La testata ha condotto interviste con numerosi membri del cast e della troupe coinvolti nella produzione di Gore, incluso il produttore Andy Paterson. Questi avrebbe chiesto agli studi la possibilità di mostrare il film o di trovare una nuova opportunità per il suo rilancio, ricevendo però un netto rifiuto. Netflix ha così negato ogni forma di distribuzione o vendita del film a terzi, lasciando il progetto sostanzialmente sepolto.

Il regista britannico Michael Hoffman (a sinistra) e lo scrittore Jay Parini a Mayfair, Londra, il 26 gennaio 2010, per partecipare alla prima britannica del film “The Last Station”.

Il film era in post-produzione almeno dal 2017, anno in cui Netflix bloccò la produzione dopo le prime accuse di molestie sessuali rivolte a Kevin Spacey. Da quel momento iniziò una vera e propria condanna morale nei confronti dell’attore, che ha di fatto congelato il destino del biopic, originariamente previsto per una distribuzione cinematografica. Lo streamer nutriva infatti ambizioni importanti, puntando anche ai prestigiosi premi cinematografici con questo titolo. A riprova di ciò, fonti vicine alla produzione hanno raccontato a IndieWire che era stato realizzato un trailer apposito proprio per supportare le campagne promozionali necessarie all’uscita.

È importante sottolineare che una versione finale del film Gore esiste effettivamente. La pellicola è stata proiettata privatamente ai vertici di Netflix, in eventi organizzati dall’amministratore delegato Ted Sarandos. Nonostante questo, la società ha preferito non procedere con la distribuzione pubblica, alimentando lo stupore e la delusione all’interno della produzione stessa.

Secondo la spiegazione ufficiale, la decisione di Netflix sarebbe collegata ad una strategia di detrazione fiscale. Il film, con un budget stimato intorno ai 40 milioni di dollari, avrebbe già consentito allo streamer di effettuare importanti detrazioni, analogamente a quanto accaduto con il progetto di Batgirl della Warner Bros. Tuttavia, questa motivazione non ha convinto il produttore Andy Paterson, che ha espresso perplexità per il fatto che un’azienda che si definisce sostenitrice della libertà artistica possa scegliere di «seppellire» un progetto simile, mantenendo però ancora disponibili agli abbonati serie e film con protagonista Kevin Spacey, come le prime cinque stagioni di House of Cards.

Nel frattempo, Kevin Spacey continua la sua carriera artistica al di fuori di Netflix. Recentemente è stato protagonista al Italian Global Series Festival 2025, evento previsto dal 21 al 28 giugno nelle città di Riccione e Rimini. Dopo aver recitato in opere come Control e Peter Five Eight, l’attore tenta un ritorno sotto i riflettori, nonostante la controversia che lo circonda ancora pesantemente nel mondo dello spettacolo.

La cancellazione definitiva di Gore rappresenta un duro colpo per un progetto che avrebbe potuto rendere giustizia a uno dei più grandi intellettuali americani del Novecento, raccontandone la vita con una delle star più discussi e talentuose degli ultimi decenni. Tuttavia, con la scelta di Netflix di non distribuire mai la pellicola, il destino artistico e commerciale di questo lungometraggio rimane incerto, diventando ormai un simbolo delle difficoltà che la questione morale e legale può generare nell’industria cinematografica contemporanea.

 

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