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«Afonso’s Smile» di Luca Guadagnino: un racconto sull’amore adolescenziale

Redazione 2 Settembre 2025
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«Afonso’s Smile» segna un nuovo capitolo nel cinema del regista italiano Luca Guadagnino, proponendo una narrazione sensibile e intensa ambientata nella Lisbon del dopoguerra altrimenti detta capitale in risveglio dopo la Rivoluzione del 25 aprile 1974. Il film decostruisce con delicatezza stereotipi e rappresentazioni scontate, offrendo uno sguardo contemporaneo su un periodo storico cruciale e su un percorso personale di scoperta emotiva e sessuale. L’opera si presenta come un ponte tra storia collettiva e intimità privata.

La vicenda prende il via con il ritorno in Portogallo del sedicenne Afonso, che dopo anni trascorsi a Macao torna a vivere con la madre, la pittrice Noémia. Questa convivenza restituisce un quadro familiare complesso, dove arte e memoria si intrecciano, ponendo le basi per la crescita personale del protagonista. Guadagnino costruisce la scena iniziale come un laboratorio di emozioni, in cui l’ambiente domestico diventa specchio e sfida per l’adolescente in formazione.

Nel contesto di una Lisboa che prova a sottrarsi alle ombre della dittatura, Afonso scopre gradualmente la comunità gay nascosta della città. La pellicola esplora la difficoltà dell’affermazione identitaria in un periodo di transizione sociale, evidenziando contrasti tra apparente libertà e resistenze culturali radicate. Questo risveglio emotivo e sessuale del protagonista è raccontato con finezza, suggerendo come il cambiamento politico si rifletta nella vita privata dei personaggi.

 

Il confronto più delicato per Afonso nasce dalla crescente attrazione verso l’amante della madre, un giornalista inglese che catalizza il suo immaginario attraverso la passione condivisa per i libri. Quella relazione ambigua si trasforma in un rapporto quasi fantastico, che spinge il ragazzo verso scelte sempre più coraggiose e talvolta rischiose. Guadagnino mette in scena la tensione fra desiderio e tabù, tra ingenuità adolescenziale e la ricerca della prima esperienza d’amore e della libertà personale.

Dietro la sceneggiatura emerge un contributo significativo: il testo è stato co-scritto da James Ivory, premio Oscar e collaboratore di Guadagnino in precedenza su Call Me by Your Name. Questa rinnovata alleanza creativa promette una sceneggiatura solida, capace di unire la sensibilità estetica del regista con la maestria narrativa dello sceneggiatore. Il risultato atteso è una storia con forte carica emotiva, curata nei dettagli e rispettosa della complessità dei sentimenti.

Al centro del film rimangono temi universali e attuali: identità, accettazione sociale e l’evoluzione delle norme culturali in Portogallo. Guadagnino ha dichiarato di voler costruire uno spazio cinematografico in cui l’amore e la dimensione sessuale possano essere rappresentati con onestà e delicatezza, evitando cliché e riduzioni semplicistiche. La pellicola si pone dunque come riflessione sulla formazione individuale in rapporto al contesto sociale circostante.

La produzione coinvolge la società portoghese, nota per il suo impegno a favore di registi indipendenti e proposte sperimentali. Questa collaborazione sottolinea l’intento di sostenere un linguaggio cinematografico raffinato e attento alle sfumature, pur mantenendo una prospettiva accessibile al pubblico internazionale. La scelta dei partner produttivi rafforza l’idea di un progetto che coniuga artigianalità narrativa e visione artistica contemporanea.

Nel panorama del cinema queer, Afonso’s Smile potrebbe inserirsi come opera di riferimento, ampliando la tradizione di Guadagnino nell’esplorare i legami umani e la maturità emotiva. Il regista continua a indagare la vulnerabilità e la complessità delle relazioni, proponendo personaggi che cercano autenticità senza retorica. La pellicola ambisce a parlare tanto agli appassionati del genere quanto a un pubblico più ampio interessato a storie di formazione profonde e ben sceneggiate.

Secondo le informazioni pubblicate da Variety, la pellicola è prevista in anteprima nei principali festival internazionali il prossimo anno, consolidando aspettative critiche e di pubblico. L’uscita farà certamente discutere per il suo contributo alla rappresentazione delle esperienze LGBTQ+ in una cornice storica precisa. Per chi segue le novità di Guadagnino e del cinema d’autore, è consigliabile monitorare annunci ufficiali e programmi festivalieri per non perdere la prima di un titolo che promette di lasciare il segno.

 

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